Definire i prossimi 25 anni del settore farmaceutico a livello globale

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25 anni pharma
15 Lug 2026

Le certezze che hanno caratterizzato il settore farmaceutico per decenni stanno cambiando. Il panorama è oggi più complesso, più competitivo e più globalizzato.

I presupposti consolidati in materia di prezzi, dimensioni e catene di approvvigionamento vengono messi in discussione. Pesano le riforme statunitensi sui prezzi, la frammentazione geopolitica, l’ascesa dei poli di innovazione asiatici e l’aumento dei costi di ricerca e sviluppo.

Allo stesso tempo, le prospettive di crescita sono notevoli. Si prevede che il mercato farmaceutico globale passerà da circa 1,8 trilioni di dollari nel 2025 a 3,2 trilioni di dollari entro il 2035, con un consumo globale di farmaci che sfiorerà i 4 trilioni di dosi terapeutiche all’anno.

La crescita sarà trainata dall’ampliamento dell’accesso e dall’aumento della domanda nei settori dell’oncologia, dell’immunologia, del diabete e dell’obesità. La domanda chiave è una: quali attori e quali regioni sapranno trarre vantaggio da questa espansione?

Il settore farmaceutico sta ritrovando il proprio equilibrio

Il panorama farmaceutico sta cambiando. L’Europa rimane una forza di primo piano: nel 2024, l’industria basata sulla ricerca ha investito circa 55 miliardi di euro in ricerca e sviluppo in tutto il continente e ha dato lavoro direttamente a quasi 950.000 persone. Tuttavia, il Nord America rappresenta ancora il 54,8% delle vendite farmaceutiche globali rispetto al 22,7% dell’Europa, il che riflette sia le differenze di prezzo sia la frammentazione dei percorsi di accesso al mercato europeo.

Nel frattempo, i mercati brasiliano, cinese e indiano sono cresciuti rispettivamente del 14,3%, del 2,2% e del 9,5% tra il 2019 e il 2024, rispetto a una media del 7,9% registrata dai cinque principali mercati europei – una divergenza che segnala una migrazione strutturale dell’attività economica e della capacità di ricerca verso regioni in più rapida crescita.

Questo riequilibrio si riflette in un divario di rendimento sempre più ampio. Lo studio Global Pharma Study 2025 di Roland Berger, che prende in esame 163 aziende leader nel settore farmaceutico e life sciences, evidenzia una crescente divergenza tra le aziende più performanti e quelle in maggiore difficoltà: le aziende con le migliori prestazioni hanno registrato una crescita media annua del fatturato del 12% tra il 2021 e il 2024, contro un calo annuo del 3% per le realtà più deboli. Il divario riflette le differenze nell’orientamento del portafoglio, negli investimenti in ricerca e sviluppo e nell’efficienza operativa

I diversi modelli della competitività farmaceutica europea

La Svizzera, la Germania e l’Austria mostrano come la competitività nel settore farmaceutica possa essere costruita attraverso diverse combinazioni di eccellenza scientifica, ecosistemi di innovazione, produzione avanzata e quadro normativo, con ciascun mercato in grado di offrire punti di forza distinti ma complementari.

La Svizzera, sede di Novartis e Roche e di un fitto ecosistema di aziende innovative di medie dimensioni, rappresenta forse la massima espressione al mondo della creazione di valore nel settore farmaceutico trainata dalla ricerca e sviluppo. Secondo Simon Frei, CEO di FS Partners – Società del Gruppo Valtus in Svizzera, sono cinque i fattori che determineranno la capacità del Paese di preservare questo posizionamento: “La capacità della Svizzera di mantenere e rafforzare la propria posizione di polo farmaceutico leader a livello mondiale dipenderà da cinque fattori: continuare a guidare l’innovazione, attrarre talenti globali, accelerare l’accesso al mercato, rendere più resilienti la supply-chain e preservare un ambiente di business stabile e competitivo.

Dal punto di vista di Simon Frei, la tutela della proprietà intellettuale e una normativa prevedibile sono asset strategici destinati ad accrescere il proprio valore nel tempo.

La Germania si trova ad affrontare una sfida simile, ma con caratteristiche diverse. Pur rimanendo un leader globale nel campo della ricerca e dello sviluppo farmaceutico, il Paese si trova oggi a gestire una tensione crescente tra eccellenza scientifica e capacità di trasformarla in risultati commerciali.

Secondo Tobias Eitel, Partner di Valtus Germania: “Per rafforzare la competitività internazionale saranno fondamentali un quadro normativo equilibrato, condizioni di accesso al mercato prevedibili e investimenti costanti nell’innovazione. Altrettanto importante sarà una collaborazione più stretta tra settore biotecnologico, aziende farmaceutiche consolidate, mondo accademico e capitale privato, così da tradurre le scoperte scientifiche in successi commerciali.”

L’Austria, dal canto suo, riveste un ruolo strategico nel panorama farmaceutico globale che va ben oltre i propri confini geografici. Il Paese processa ogni anno il 20% del plasma sanguigno mondiale e lo stabilimento Sandoz di Kundl è l’ultimo sito di produzione di penicillina nel mondo occidentale, con una produzione annua di 200 milioni di confezioni di farmaci. Roman Benedetto e Christian Kniescheck, Partner di Valtus Management Factory in Austria, evidenziano come l’ecosistema farmaceutico del Paese sia sempre più diversificato.

Solo Vienna conta oltre 750 organizzazioni life sciences, 49.000 dipendenti e 22,7 miliardi di euro di fatturato annuo, configurandosi come una piattaforma naturale per l’espansione clinica, normativo e commerciale verso i mercati dell’Europa centro-orientale.

Roman Benedetto, Partner di Valtus – Management Factory, Austria, dichiara: “Con Takeda, Octapharma, Boehringer Ingelheim e Novartis tra i principali nomi di riferimento, oncologia, immunoterapia e biologici specialistici rappresentano gli ambiti in cui le aziende più piccole competono sempre più su scala globale, sostenute da 191 aziende biotech attive e da un fatturato complessivo di 1,7 miliardi di euro.

La sfida della produttività nella ricerca e sviluppo

In tutto il settore, la spesa in R&S è salita a un livello record pari al 17% dei ricavi, mentre la crescita media annua dei ricavi tra il 2021 e il 2024 si è fermata al 3,9%, al di sotto del benchmark storico del 5%. La sfida non è aumentare gli investimenti nella ricerca, ma migliorare la produttività.

Con la scadenza dei brevetti relativi ai farmaci blockbuster, le aziende si stanno orientando verso terapie personalizzate rivolte a popolazioni di pazienti più ristrette e caratterizzate da percorsi di sviluppo più complessi. In risposta a questa evoluzione, l’innovazione basata su piattaforme, incentrata su tecnologie quali le terapie cellulari e geniche e le terapie a RNA, consente alle aziende di valorizzare un’unica base scientifica in diverse aree terapeutiche.

L’innovazione oltre i poli tradizionali

In India, invece, l’opportunità dell’innovazione viene interpretata da una prospettiva diversa.

Come sostiene Sanjay Lakhotia, CEO di Noble House, India: L’India è il principale fornitore mondiale di farmaci generici e vaccini, contribuendo a ridurre il costo dei medicinali per le persone in diversi Paesi. Il mondo sta prendendo sempre più consapevolezza delle capacità di ricerca e sviluppo dei talenti indiani e in India vengono creati Global Capability Centre per accedere a queste competenze. Inoltre, vengono realizzate nuove unità produttive per ridurre il rischio nelle catene di fornitura globali, nel rispetto di tutti gli standard internazionali. L’India sta anche passando dai generici semplici a biologici complessi, biosimilari e farmaci specialistici: un’evoluzione che contribuirà a rendere l’assistenza sanitaria più accessibile e sostenibile a livello globale.

La Cina sta attraversando una transizione simile, passando dalla produzione di farmaci generici a una crescita guidata dall’innovazione.

Thaddeus Mueller, Managing Partner di FES Partners, China, dichiara: ”Mentre il settore farmaceutico cinese si sposta dalla produzione di generici alla generazione di innovazione reale, il divario di leadership tra capacità domestiche e ambizione globale sta diventando il principale collo di bottiglia.

Le aziende hanno sempre più bisogno di leader capaci di gestire le transizioni normative dalla NMPA alla FDA, ridisegnare le organizzazioni commerciali attorno a modelli basati sugli outcome e guidare processi complessi di cambiamento organizzativo, sostiene Thaddeus Mueller

M&A nel pharma: dalle grandi acquisizioni alle operazioni mirate

Il mercato delle operazioni nel settore farmaceutico è entrato in una nuova fase decisiva. Secondo EY, nel 2025 l’M&A nel comparto life sciences ha raggiunto i 240 miliardi di dollari, con una crescita dell’81% su base annua, trainato principalmente da operazioni di maggiore entità piuttosto che da un aumento del volume delle transazioni. Questa dinamica è proseguita anche nel 2026, con un valore delle operazioni già pari a 106 miliardi di dollari a metà anno.

Alla base c’è un fattore strutturale: entro il 2030, oltre 230 miliardi di dollari di ricavi biofarmaceutici saranno esposti alla perdita di esclusività, aumentando la pressione sulle aziende leader affinché ricostruiscano le proprie pipeline attraverso acquisizioni e operazioni esterne.

Anche la logica strategica si è evoluta. Più che puntare sulla dimensione, le aziende stanno privilegiando operazioni più precise e selettive, con acquisizioni mirate in aree terapeutiche quali malattie cardiometaboliche, immunologia, oncologia e radiofarmaci. Le operazioni focalizzate nella fascia tra 1 e 5 miliardi di dollari sono sempre più frequenti perché permettono di aggiungere prodotti, competenze o piattaforme tecnologiche specifiche, evitando la complessità delle integrazioni su larga scala.

In Italia, questa evoluzione assume caratteristiche specifiche, legate alla struttura del tessuto produttivo e al ruolo centrale di aziende specializzate nella produzione per conto di terzi. Roberto La Caria, Managing Partner di Valtus Italia, dichiara: “Il settore pharma italiano, caratterizzato da una prevalenza di PMI e aziende di medie dimensioni, sta attraversando una fase di consolidamento tramite operazioni M&A mirate, spesso coinvolgendo CMO e CDMO strategici per l’outsourcing produttivo. L’integrazione post-acquisizione richiede competenze specifiche nella gestione di reti di contract manufacturing, sistemi qualità, conformità GMP, trasferimenti tecnologici e razionalizzazione delle capacità produttive. Gli interim manager intervengono per orchestrare relazioni complesse con CMO/CDMO, armonizzare processi regolatori e supply chain multi-sito, accelerando l’integrazione operativa che determina il successo effettivo dell’operazione di M&A.

La ricerca di innovazione si è estesa anche a nuove geografie, con la Cina che oggi rappresenta circa un terzo degli asset della pipeline biotech globale e, nel 2025, il 34% degli investimenti complessivi in alleanze a livello mondiale.

Il percorso del Giappone risponde a priorità strategiche diverse: “Le aziende farmaceutiche giapponesi stanno perseguendo l’espansione globale attraverso fusioni e acquisizioni e alleanze strategiche nei principali mercati esteri, accelerando al contempo la trasformazione digitale per rendere possibile la medicina personalizzata e un’assistenza sanitaria più incentrata sul paziente” dichiara Hajime Baba, CEO di Clareza Partners, Giappone.

Questo approccio su due fronti riflette un più ampio riposizionamento del pharma giapponese, impegnato a bilanciare l’espansione internazionale con il rafforzamento delle capacità interne in materia di dati, infrastrutture digitali e modelli di assistenza più centrati sul paziente.

L’execution diventa il principale fattore distintivo nel pharma

L’execution sta diventando una leva sempre più importante di vantaggio competitivo. Significa capacità di trasformare la strategia in risultati concreti, muovendosi tra contesti normativi, reti produttive e mercati dei talenti differenti.

La sfida è sempre più interconnessa, Joe Poling, CEO di Think Consulting, USA, dichiara: “L’industria farmaceutica statunitense non si trova ad affrontare una sola sfida. Sta affrontando contemporaneamente la convergenza tra pressione sui prezzi, rischi legati alle catene di fornitura e calo della produttività della ricerca e sviluppo. Le aziende che affronteranno questi temi separatamente saranno in difficoltà rispetto a quelle capaci di adottare un approccio più integrato. Nei prossimi dieci anni, le aziende più performanti saranno quelle in grado di collegare strategia di portafoglio, sviluppo prodotto ed execution commerciale all’interno di un unico modello operativo.

Questa dinamica è particolarmente evidente in Europa, dove le ambizioni di reindustrializzazione si scontrano con la realtà operativa.

Emmanuel Fretti, Senior Partner di Valtus Francia dichiara: “La reindustrializzazione del settore farmaceutico in Francia è un’ambizione concreta, ma i manager si trovano ad affrontare sfide molto pratiche: reclutare profili industriali qualificati in un mercato del lavoro in cui i talenti scarseggiano, rispettare le tempistiche di compliance regolatoria e modernizzare i sistemi informativi per adeguarli ai nuovi ritmi produttivi. A questo si aggiunge la necessità, per le aziende, di portare avanti contemporaneamente la trasformazione digitale e il potenziamento della capacità produttiva industriale: un duplice impegno che richiede una leadership reattiva e risorse manageriali significativamente rafforzate.

Sia negli Stati Uniti sia in Europa, la crescente complessità dei contesti operativi sta rendendo sempre più centrali la flessibilità organizzativa e la capacità di integrare competenze interne ed esterne.

Come sottolinea Hajime Baba, CEO di Clareza Partners, “le aziende che sapranno combinare con successo competenze interne e specializzazioni esterne, adattandosi rapidamente ai cambiamenti tecnologici, normativi e di mercato, saranno nella posizione migliore per rimanere competitive in futuro”.

Pressione sui prezzi e nuova geografia del rischio

Il cambiamento della politica statunitense sui prezzi dei farmaci sta ridisegnando il panorama competitivo. A seguito del Most-Favored-Nation Prescription Drug Pricing executive order del maggio 2025 e delle disposizioni sui prezzi dei farmaci introdotte da Medicare nell’ambito dell’Inflation Reduction Act, le aziende farmaceutiche si trovano ad affrontare vincoli crescenti in quello che storicamente è stato il loro mercato più redditizio.

La risposta del settore è stata significativa. Nel 2025, le aziende farmaceutiche hanno annunciato circa 350 miliardi di euro di investimenti previsti negli Stati Uniti in produzione e ricerca e sviluppo, a testimonianza sia delle preoccupazioni legate ai dazi sia di una più ampia spinta al rafforzamento della resilienza della supply-chain.

L’Europa si trova ad affrontare una sfida diversa. Sebbene la EU Pharmaceutical Legislation e l’EU Biotech Act mirino a rafforzare la competitività, i dati EFPIA indicano che il 66,9% delle vendite dei farmaci lanciati tra il 2019 e il 2023 si è concentrato negli Stati Uniti, contro appena il 15,8% nei cinque maggiori mercati europei. Per colmare questo divario serviranno non solo una riforma normativa, ma anche incentivi più solidi all’innovazione e tempi più rapidi di accesso al mercato.

Più in generale, la sicurezza delle forniture farmaceutiche è diventata una priorità strategica. I governi considerano sempre più i farmaci come un tema di resilienza economica e sicurezza nazionale, alla luce delle lezioni della pandemia, dell’invecchiamento della popolazione e della crescita della spesa sanitaria.

La prossima fase premierà l’agilità

I prossimi 25 anni del settore farmaceutico saranno caratterizzati dalle aziende capaci di combinare precisione scientifica e agilità operativa, passando rapidamente dalla scoperta alla commercializzazione, gestendo i portafogli con disciplina e adattandosi ai cambiamenti normativi e geopolitici senza perdere coerenza strategica.

Nei principali hub del settore, competenze distintive stanno ridisegnando il panorama farmaceutico globale: dalla manifattura avanzata alla ricerca e sviluppo di precisione, fino all’innovazione biotech e alla trasformazione digitale. La prossima fase della leadership farmaceutica sarà realmente multipolare e saranno le aziende capaci di leggere questa nuova geografia e costruire le capacità organizzative necessarie per guidarla.

 

Fonti

Roland Berger, Global Pharma Study 2025 – How to Thrive in Times of Radical Uncertainty, November 2025
EFPIA, The Pharmaceutical Industry in Figures – Key Data 2025, 2025
IQVIA Institute, Global Medicine Use Trends 2026, 2026
IQVIA, Biopharma M&A Outlook 2026, January 2026
Towards Healthcare Research & Consulting, Pharmaceutical Market Sizing, May 2026
EY, Firepower Report 2026, 2026
Bain & Company, Global M&A Report 2026, 2026
PwC, Global M&A Trends in Health Industries – 2026 Mid-Year Outlook, 2026
BCG, Reimagining Business Models: Biopharma Trends, 2026
OECD, Health at a Glance 2025, 2025

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